il meteo ha voluto smentirmi, evitando la nevicata tradizionale del penultimo venerdì prima di Natale.
mi scuso con le centinaia di migliaia (2) di fiorentini che, lettori assidui del mio blog, si sono precipitati nel caos cittadino sperando di sfuggire alla tormenta di neve che avrebbe dovuto imperversare per la città.
il panico provocato da questo allarmismo di cui mi prendo ogni merito, ha generato code su tutta la rete stradale.
per vedere il mercatino natalizio di santa croce ho impiegato lo stesso tempo che ci è voluto per vedere l’omonimo di Trento.
in compenso, devo dirlo spernacchiando tutti e trentatrè i trentini, il mercato finto-natalizio di santa croce è risultato più economico e decisamente più fruttifero.
non svelo troppo, ma abbiamo trovato alcuni regali, tra cui il mio che ci hanno soddisfatto molto. siamo al 16 dicembre e stiamo ora pensando ai regali.. se non li trovavamo in santa croce dovevo rubarli ai vicini la notte del 24.
sarebbe stato divertente: abbiamo un vicino tossico e l’altro morente.. al primo avrei rubato la bamba e al secondo un paio di mie vecchie camicie che si divertiva a rubarmi da vivo.
tornati a casa tra le urla di Neve (perché voi incauti cittadini ve la siete scansata, ma noi la tormenta s’é avuta eccome) abbiamo fatto una merencena a base di crostatine e tisana. Neve ha spazzolato un vasetto di yogurt a tempo record.
Poi, dopo aver dimostrato una certa stanchezza (inspiegabile dopo una giornata intera passata ad urlare e arrampicarsi sugli anziani genitori) è finita collassata nel suo lettino (prima però lo ha duramente punito a testate..).
Sceso al piano cucina ho scovato pru in versione puglia mia fatti capanna che faceva i cavatelli a mano.
Neve dormiva, pru stendeva i cavatelli con le dita e l’acqua sobbolliva sotto le luci del nostro albero di natale.
se fosse sceso un santa claus dal camino che non abbiamo mi sarei stupito meno.
e no, cano, non è un invito a travestirti da babbo natale.
poi, al risveglio della nanetta abbiamo cenato con una meravigliosa pasta coi ceci.
Neve ha preferito il nasello: purtroppo ci sono alcune nefaste influenze casalinghe che non riusciamo a deviare.
E adesso eccoci qui, ad attendere il sonno della pupa per riposarci di questa bellissima giornata.
Ah, volevamo dire che qui c’è persino la prima lettera a Babbo Natale di Neve: ce l’ha dettata e comunque vuole indirizzarla ai nonni, chiedendo poi a questi di mandarla al polo nord.
ammetto che è un giro postale piuttosto contorto, ma considerate quanto lavoro diamo ai poveri portalettere, sempre in crisi.
un caro saluto alla renna rodolfo, che mi ha tenuto compagnia quando ero piccolo e nessuno mi faceva i cavatelli coi ceci.
quando avevo un mangianastri e un raccontastorie. e il massimo del natale era Gobbolino.
molto tenero, ma grazie. preferisco i cavatelli.
nessuno ha detto che tu debba scegliere l’una o l’altra cosa (è sempre stato il bello dello stare con te). c’è ancora una porzione di cavatelli per domani, e potremmo mangiarli ascoltando Gobbolino.