Quando la cubica gialla ha suonato tre squilli lunghi e fastidiosi mi sono svegliato in un letto singolo, dentro una stanza freddissima, con un sonno mortale.
Al secondo squillo ho acceso il telefono. Al terzo stavo in bici direzione tribunale. Ed era già tardi.
Ma non mi importava niente.
L’unico pensiero era una serie alternata di stampatelli minuscoli blu e rossi.
L’unico pensiero era il prossimo passo, la prossima frase, il prossimo e primo SMS. O semplicemente vederti.
Dopo sei anni e una notte insonne, la sveglia anche stamani ha suonato tre volte.
Mi sono svegliato su un letto enorme, altissimo, con coperte rosse.
Di fianco a me dormivano le mie due donne, e non era il delirio di un sogno erotico.
Al secondo squillo ero in piedi.
Al terzo bevevo caffè.
E poi la bici, in il freddo e il tribunale.
Ma il pensiero è sempre la prossima frase, il prossimo SMS, o semplicemente vederti.
Domani ferrara. Dove tutto è un po’ cominciato.
In testa Victor, Emily e il loro pianoforte.