L’aria frizzante delle montagne trentine ha portato una ventata di cambiamento, l’ultima per quest’anno (almeno credo).
Dopo aver rivoluzionato casa, creato una cameretta al posto della stanza del disagio, ricreato camera nostra ex tenda romantica ora più baita alpina, ridistribuito il soggiorno cucina,
eccoci finalmente a ricostruire il blog.
Splinder chiude e si deve pensare al futuro.
Era il 2006 quando aprivo il blog su splinder.
In realtà era il 2005 quando aprivo un blog, il mio primo blog.
Molte cose sono successe, la maggior parte delle quali ad oggi magicamente inspiegabili, sta di fatto che se oggi sono qui, mi sono sposato e ho una bimba di 8 mesi lo devo a questa specie di taccuino digitale chiamato blog.
Quindi pareva brutto, all’indomani della notizia che Splinder avrebbe chiuso i battenti, lasciar morire i miei 460 post (un grafomane prossimo alla schizzofrenia, con tutta evidenza, ma sono in amorevole compagnia) abbandonare il vetusto mondo dei blogger e salutare ossequioso.
In realtà credo sinceramente che la storia del blog abbia generato grandissimi mostri ma anche belle pagine di piacevole letteratura. Forse noi tutti ci sentiamo aspiranti scrittori, anzi qualcosa di più.
Forse è vero quello che dice Fabio Volo: che i blogger si sentono ganzi insultando gli altri dal loro piedistallo (a proposito: io odio Fabio Volo).
Ma c’è da dire che in tutto questo gran guazzabuglio mediatico tra tante pagine di nomi e cognomi a cui facebook ci ha ormai inquinato e abituato, uno spazio così, pieno solo di lettere, spazi e una delirante punteggiatura lo trovo un modo nobile di passare il tempo.
E poco importa se siamo poco letterati, se siamo forse un po’ snob e anche stronzi il più delle volte.
Con quello che passa oggi il convento sotto il fronte cultura, ringraziamo il cielo che qualcuno continui a fare un tenue esercizio di stile per mantenere appuntita la propria penna.
Magari una bic.


