Ti ho trovato lo stesso giorno in cui ho perduto Lei.

Un occhio esterno penserebbe che sia cinico.

Sia cinico cercare subito un’altro come Te. Ma io non ho mai cercato nient’altro come te. Non lo vorrò mai.

Tu sei tu, resti lassù, una stella che ci guarda, come dice Neve.

E noi abbiamo uno spazio nel cuore, uno spazio che credo giusto offrire a qualcun altro. Perché nelle ore buie si possa essere tutti qui, su un divano, con una luce in mano e una coperta di lana che ti pizzica le gambe.

Così ho trovato Te.

Il Tuo viso è un enigma che scoprirò con il tempo, quella strana asimmetria simmetrica che ti rende buffa e misteriosa insieme.

Ti ho trovato e ti ho cercato. E quando siamo stati l’uno di fronte all’altro, Tu hai trovato me.

Presto verrai qui, a casa. E imparerai a vivere in questo regno del caos che è fatto di me, di Pru, di Neve e della Guendalina.

Ho deciso di farti un regalo (non so se sia per davvero un regalo, lo scoprirai con il tempo): ti regalo un Suo amico.

E’ venuto a casa mia nove anni fa, in un gennaio luminoso e pulito. Lui che di luminoso e pulito aveva solo il sacchetto di plastica in cui stava.

Ha mille storie da raccontarti, ma non farti incantare: sono vere solo a metà e quella metà è falsa del tutto.

A volte sparisce, a volte ritorna, pure lui. Ma non ti abbandonerà mai, perché non l’ha fatto neanche con Lei.

E quando verrai, anche Lui tornerà a casa. Finora non ce l’ho voluto perché avevo paura di rivederlo.

Ho deciso di farlo rientrare con te, in modo che anche per lui sia un giorno luminoso e pulito.

Benvenuta. Quel coso lì è il cano brutto. Tiè.

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